L’ Ipnosi

L’ Ipnosi

Rendi cosciente l’inconscio,

altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita

e tu lo chiamerai destino.

(Carl Gustav Jung)

L’Ipnosi è una procedura durante la quale il terapeuta accompagna il paziente a fare esperienza di cambiamenti nelle sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti; tali cambiamenti vengono usati nel trattamento psicoterapico per problemi psichici, oltre che nel trattamento del dolore e di molti problemi psicologici. Si tratta di un mezzo di comunicazione, cioè di una situazione che si applica tra due persone in cui la comunicazione verbale assume un ruolo diverso e più profondo ed il piano su cui si interagisce non è quello della comunicazione oggettiva, bensì quello più intimo e familiare dell’inconscio.

Quello che mi interessa precisare a livello psicologico e psicoterapeutico è che lo stato di ipnosi non è il risultato di una tecnica spettacolare o terapeutica particolare, non si identifica con la suggestione o con l’indurre uno stato di totale incoscienza: secondo Milton Hyland Erickson (1901-1980), il famoso psichiatra fondatore dell’ipnosi moderna, l’ipnosi non è altro che una condizione naturale che si verifica spontaneamente in diversi momenti della vita quotidiana (Common everyday trance, Haley 1978).

In altre parole, lo stato ipnotico è un modo di essere tipico dell’organismo che ognuno di noi vive quotidianamente senza rendersene conto. Non percependo come tale questa condizione, siamo abituati a pensare che lo stato ipnotico venga sperimentato da pochi; paradossalmente, invece, tutti entriamo in trance molte volte al giorno: si tratta di quella sensazione di totale assorbimento che proviamo quando guardiamo un film, quando guidiamo verso casa pensando ad altro e ci ritroviamo a destinazione senza ricordarci neanche quale strada abbiamo percorso, o quando leggiamo un libro e non veniamo deconcentrati dai rumori esterni; è probabile che anche leggendo queste righe si sia verificata la stessa condizione. Si tratta di uno stato alterato di coscienza, in cui si ha la percezione di quello che c’è intorno ma l’attenzione è principalmente rivolta all’interno e alle proprie sensazioni piuttosto che a ciò che ci circonda e ci distrae dalla nostra interiorità.

L’ipnoterapeuta non fa altro che facilitare l’ingresso in questa condizione, inducendola nel pieno rispetto delle esigenze e delle capacità della persona, per permettere una comunicazione a livello più profondo che promuova il lavoro terapeutico e il cambiamento. Quando lo stato ipnotico viene indotto dal terapeuta per aiutare la persona a risolvere un problema, l’obiettivo è aiutare la persona a sperimentare nuovi modi di sentire, pensare, agire rispetto alla situazione che ha presentato e che lo aiutino concretamente a risolvere i problemi. In altre parole l’ipnosi non è un fine ma un mezzo attraverso il quale aiutare la persona ad uscire dalla “modalità disfunzionale” che ha creato il problema.

Per raggiungere la profondità di interazione desiderata è importante partire da quello che si chiama distacco dell’attenzione, uno spostamento dell’attenzione dell’ipnotizzando dalla realtà circostante che lo porta guardare ad una sfera più intima, interiore.

Il denominatore comune degli innumerevoli metodi per indurre la trance ha l’obiettivo più o meno riconosciuto ed intenzionale di restringere il campo della coscienza del soggetto attraverso una perdita di significato degli stimoli esterni: l’unico punto di contatto con la realtà rimangono le parole dell’ipnotista.

Per questo motivo l’ipnosi non può essere attribuita ad uno solo dei partecipanti ma è un’interazione attiva tra ipnotista e soggetto.

Nel 1958 la American Medical Association, la American Psychiatric Association e la British Medical Association hanno approvato l’ipnosi come uno strumento terapeutico valido. Anche in Italia oggi sono numerosissime le ASL che non solo riconoscono la terapeuticità di tale tecnica ma la utilizzano quotidianamente.



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