FAQ

FAQ

Non è del tutto giusto dire che la psicoanalisi sia un dialogo tra due.

Si potrebbe dire con maggiori giustificazioni che si tratta

di un monologo tenuto alla presenza di un interprete.

(Jacob Levi Moreno)

 

 

Qual è la differenza tra Psicologo e Psicoterapeuta?

Per diventare Psicologo sono necessari: 

  • una laurea di cinque anni in Psicologia presso un’università italiana;
  • un tirocinio della durata di un anno, effettuato con la supervisione di un tutor-professionista iscritto all’Ordine;
  • il superamento dell’Esame di Stato, che consente l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi (Albo sezione A) e l’accesso alla professione.

Lo Psicologo, come richiesto dal Codice Deontologico, utilizza soltanto le tecniche e le conoscenze per le quali ha ottenuto adeguata formazione. La professione comprende: l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, il sostegno psicologico, l’abilitazione e la riabilitazione, rivolti a persone, gruppi, organismi sociali e comunità; attività di sperimentazione, ricerca e didattica.

Lo Psicologo è formato e preparato per il primo ascolto, valutazione, diagnosi, orientamento e supporto, riguardo tutti i disagi e disturbi psicologici. Dopo l’analisi del problema e tutti gli accertamenti del caso, può intervenire direttamente tramite consulenza e indirizzare miratamente verso i professionisti specialisti più adatti, come nel caso della psicoterapia per i disturbi che necessitano di tale tipologia di trattamento.

Lo Psicologo non può fare Psicoterapia e in nessun caso può prescrivere psicofarmaci. 

 

Per svolgere lattività di Psicoterapia è necessario il diploma presso una Scuola di Specializzazione Universitaria oppure presso una Scuola di Specializzazione Privata riconosciuta dal Ministero competente MIUR (la cui durata è di almeno quattro anni). Lo Psicoterapeuta è quindi uno Psicologo (o un Medico abilitato) in possesso del suddetto diploma.

Lo Psicoterapeuta è formato e preparato per svolgere attività di psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo. Non prescrive farmaci; utilizza come strumenti la relazione, l’ascolto e la parola.

Esistono differenti approcci in Psicoterapia, da cui derivano alcune differenze nelle modalità di intervento (clicca qui per approfondire le principali linee della mia specializzazione).

 

Criteri per valutare la professionalità di uno Psicologo/Psicoterapeuta

  • Iscrizione Albo degli Psicologi: verificabile presso l’Ordine degli Psicologi della Regione di iscrizione oppure sul sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi;
  • Iscrizione all’elenco degli Psicologi-Psicoterapeuti (per gli Psicologi che offrono Psicoterapia): verificabile presso il sito dell’Ordine degli Psicologi della Regione Lazio (o della diversa Regione di iscrizione);
  • Richiesta del consenso firmato da parte di entrambi i genitori nel caso di prestazioni offerte a minori;
  • Rispetto delle tariffe massime definite dal tariffario;
  • Rispetto del Codice Deontologico;
  • Lo Psicologo non deve avere con le persone con cui lavora relazioni di natura privata che possano interferire con l’attività professionale (art. 28 Codice Deontologico);
  • Rispetto del segreto professionale e dei suoi limiti (artt. 11 e ss. Codice Deontologico);
  • Definizione chiara dei compensi e delle regole d’incarico;
  • Rilascio di documentazione fiscale del pagamento (fattura/ricevuta);
  • Livello adeguato di preparazione e costante aggiornamento professionale.

 

Cosa spinge ad iniziare ad andare da uno psicoterapeuta?

Lo Psicoterapeuta è in grado di offrire, grazie alla sua formazione specialistica, sostegno e supporto al cambiamento attraverso tecniche specifiche dirette al trattamento di disturbi nevrotici, difficoltà di vita e infelicità e disturbi più severi come quelli cronici e psichici anche intensi. Ha, inoltre, la più adeguata preparazione per il trattamento dei disturbi della personalità.

Si possono quindi rivolgere allo Psicoterapeuta persone che soffrono, per esempio, di problemi d’ansia, attacchi di panico, disturbi sessuali, dell’umore, dell’alimentazione, di difficoltà dovute ai cambiamenti delle fasi di vita, difficoltà relazionali, difficoltà sociali e professionali. Lo Psicoterapeuta può collaborare in equipe con lo Psichiatra nel trattamento di disturbi psichiatrici come le psicosi, etc.

Lo Psicoterapeuta è un valido aiuto per la risoluzione di eventuali traumi psicologici e per la rimozione degli ostacoli che impediscono la normale espressione della maturità psicologica, sbloccando la crescita dell’individuo. Generalmente il percorso psicoterapeutico riveste un’importanza fondamentale nella ristrutturazione di se stessi; il rapporto terapeuta-paziente, il luogo e le modalità di svolgimento del trattamento, gli elementi importanti quali la durata e la frequenza degli incontri, nonché l’intimità dei contenuti condivisi, richiedono al paziente un investimento di tempo, serietà, costanza e impegno adeguati al raggiungimento degli obiettivi e alla delicatezza del compito.

 

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta denota debolezza?

A tutti capitano momenti di sofferenza o di forte disagio, e può accadere che il disagio interferisca con le attività quotidiane e le relazioni con le persone che ci circondano. Nonostante questo facciamo fatica a chiedere aiuto, perché lo identifichiamo con l’ammettere la debolezza di non riuscire a farcela da soli.

In realtà, decidere di rivolgersi a uno specialista e quindi ad uno Psicoterapeuta denota la capacità di fare fronte al meglio a un momento di difficoltà: lo Psicoterapeuta è un professionista che riesce ad aiutare le persone a superarlo, accompagnandole in un percorso che porta a un cambiamento profondo orientato al benessere.
Andare dallo Psicoterapeuta, non è una sconfitta, al contrario, è una scelta che la  persona prende dopo aver riconosciuto che le strategie messe in atto fino a quel momento non sono sufficienti e che è necessario l’aiuto di un esperto per trovare alternative più valide. È invece “normale” e umano soffrire, stare male e avere paura, anche nei contesti dove queste emozioni sono considerate debolezze e incapacità di vivere.
Spesso si va dallo Psicoterapeuta perché si attraversano tempi carichi di stress, perché si hanno problemi con il partner, per essere aiutati a superare un lutto o un avvenimento traumatico.  Un supporto psicologico ad opera di un professionista qualificato può essere utile durante una crisi temporanea, o per affrontare al meglio una crescita interiore che porta a una profonda consapevolezza di sé e del proprio contesto familiare, sociale, lavorativo o scolastico. Può essere un valido aiuto durante i momenti di grande cambiamento della vita (gli ingressi scolastici, i cambi lavorativi, il matrimonio, la nascita dei figli e così via), che possono risultare difficili da elaborare e superare.

Decidere di passare oltre queste difficoltà non significa attestare un fallimento personale ma scegliere di essere liberi. 

 

In che modo sono tutelate le dichiarazioni rese in terapia?

Le dichiarazioni rese in terapia sono riservate e vengono tutelate attraverso il Codice Deontologico al quale siamo sottoposti. In particolare:

Articolo 11

Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti.

Articolo 12

Lo psicologo si astiene dal rendere testimonianza su fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale. Lo psicologo può derogare all’obbligo di mantenere il segreto professionale, anche in caso di testimonianza, esclusivamente in presenza di valido e dimostrabile consenso del destinatario della sua prestazione. Valuta, comunque, l’opportunità di fare uso di tale consenso, considerando preminente la tutela psicologica dello stesso.

Articolo 13

Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia, lo psicologo limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto. Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.


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